Orario Visite Guidate

Domenica 
ore 16.00 dal 01/10 al 30/04
ore 17.00 dal 01/05 al 30/9 (eccetto festività civili e religiose)

 

Indirizzo

Corso del Popolo, 128
00046 Grottaferrata RM

Prenotazione

Accesso senza prenotazione Prenotazione obbligatoria per gruppi di più di 10 persone e per incontri da concordare al numero 3409619736

Monumento Nazionale Abbazia Greca di San Nilo

L'Abbazia di San Nilo

L’ Abbazia di Santa Maria di Grottaferrata, detta anche Abbazia di San Nilo, sorge sulle pendici nord-occidentali dei Colli Albani, a breve distanza da Roma. E’ un grande complesso monumentale cinto da una poderosa fortificazione rinascimentale, ricco di opere d’arte e frutto di una più che millenaria tradizione di spiritualità e cultura. Monumento nazionale dal 1874, l’Abbazia conserva inoltre un importante patrimonio librario contenente manoscritti in lingua greca e un Museo archeologico e storico-artistico.
Fu fondata nel 1004 dal grande monaco s. Nilo da Rossano (Foto 1); egli giunse in questi luoghi dalla nativa Calabria, allora territorio dell’ Impero bizantino, dopo una lunga peregrinatio e, essendo ormai alla fine della sua vita, accettò come donazione dal signore del luogo Gregorio I di Tuscolo il terreno su cui fu edificata la nuova fondazione monastica.
La sua eredità spirituale e culturale fu raccolta dai suoi seguaci, i quali nel nuovo monastero di Grottaferrata continuarono a seguire il rito bizantino e l’uso della lingua greca propri dell’Impero di Costantinopoli. Essi però riconobbero l’autorità religiosa del Papa di Roma nel cui territorio si trovavano e sono rimasti fino ad oggi in comunione con la Santa Sede.
Nei suoi mille anni di vita il monastero ha attraversato innumerevoli vicende; tuttavia i monaci greci di Grottaferrata hanno conservato nei secoli fino ai nostri giorni il patrimonio liturgico e spirituale proprio della tradizione bizantina portata qui dai Santi Fondatori, ed è oggi un monastero cattolico di rito bizantino-greco, l’ultimo superstite della grande tradizione monastica italo-greca che nel medioevo fiorì nell’Italia meridionale. (Foto 2)
Questa Abbazia è inoltre testimone e luogo dell’incontro tra tradizione orientale e occidentale in quanto fondata prima del Grande Scisma d’Oriente del 1054, quando la cristianità era ancora indivisa.

Foto 1
Foto 2

Il Monumento

Il complesso abbaziale sorge in un luogo ameno, oggi inserito nell’abitato storico della città di Grottaferrata. Si presenta al visitatore come una possente fortificazione rinascimentale (Foto 3): un’architettura militare di grande interesse, munita di mura merlate, mastio e torrioni ben conservati, risalente alla fine del XV secolo, realizzata dal card. Giuliano della Rovere (poi papa Giulio II).

Tutto il complesso poggia sulle grandiose sostruzioni di una villa romana, una delle famose residenze di otium che dal I secolo a.C. caratterizzavano questo territorio in età romana; l’ager tusculanus, ossia il territorio dell’antica città di Tusculum, era infatti uno dei luoghi preferiti dall’aristocrazia romana per queste lussuose residenze. Dell’antica villa romana rimangono resti visibili, ma soprattutto è notevole il lungo criptoportico affacciato sul pittoresco Vallone dell’Acqua Mariana (Foto 4).

Fulcro religioso e architettonico dell’Abbazia è la chiesa di Santa Maria dedicata alla Vergine e consacrata nel 1024. (Foto 5) Oggi si presenta come un bell’edificio medievale in stile romanico con elementi gotici, ornato da archetti ciechi, monofore, bifore gotiche e un grande rosone. Sulla destra si innalza la torre campanaria romanica, che poggia su un’antica costruzione in grandi blocchi di peperino: secondo la tradizione questa sarebbe la cripta ferrata, all’origine del toponimo Grottaferrata.

Sulla facciata della chiesa si apre un portico sostenuto da quattro colonne; da qui si entra nel nartece o vestibolo, dove si trova la copia dell’antico battistero (l’originale è nel Museo) e la Porta speciosa (Foto 6), uno splendido portale risalente al XI/XII secolo, ornato da stipiti marmorei scolpiti, ante lignee originali e un pannello in mosaico con la rappresentazione di una Deesis (Supplica).

L’interno della chiesa (Foto 7), a tre navate, è ricco di opere d’arte realizzate nei secoli, dal medioevo fino ai nostri giorni; esse testimoniano i diversi periodi artistici che hanno caratterizzato la storia millenaria di questo luogo. Il medioevo ha lasciato sull’arco absidale lo splendido mosaico della Discesa dello Spirito Santo (inizi XIII sec.), capolavoro di mosaicisti siculo-bizantini, e parte del pavimento cosmatesco. Al XVI sec invece risale il bel soffitto ligneo a lacunari e al periodo barocco (1665) la sontuosa Iconostasi.

Quest’ultima, realizzata in marmi pregiati e bronzo dorato, è ciò che più caratterizza l’arredo liturgico di una chiesa di rito bizantino, separando lo spazio dove è collocato l’altare (vima) dall’area destinata ai fedeli. Sull’Iconostasi è incastonata l’icona venerata (Foto 8), la Theotòkos (Madre di Dio) Hodighitria (Colei che indica la Via), antica immagine risalente forse agli inizi del XIII sec.. Le pareti della navata centrale presentano una ricca decorazione con stucchi tardo barocchi che riproducono momenti della vita della Vergine.
Dalla navatella destra si accede a un ambiente che fu considerato un capolavoro fin dall’epoca della sua realizzazione: la Cappella farnesiana (Foto 9).

Commissionata dal card. Odoardo Farnese al pittore bolognese Domenico Zampieri detto Domenichino, l’opera fu compiuta nel 1610 ed è il capolavoro giovanile dell’artista, che qui rappresentò momenti delle vite dei Santi Fondatori Nilo e Bartolomeo, in una decorazione pittorica ricca di temi e figure relativi alla storia sacra.

Foto 3
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